Cremolino

Cremolino e Cassinelle: 400 firme per riavere l'ex medico di famiglia

Un anno e mezzo di servizio che sono bastati per creare con gli assistiti di Cremolino e Cassinelle, neppure 2 mila abitanti in tutto, un legame basato sulla fiducia, la stima e l’affetto. E così, i due paesi, si sono mobilitati per il ritorno del medico di base, Raffaele Saviano

CREMOLINO - Si sono mobilitati in fretta e, nel giro di poche settimane, hanno raggiunto ben 423 firme. Ora la palla passa nei piedi dell'Asl che, dopo aver appreso la posizione degli abitanti di Cassinelle e Cremolino, dovrà valutare i possibili scenari e sviluppi futuri. I due centri chiedono a gran voce di riassegnare ai loro paesi il medico di base Raffaele Saviano. Il dottore, origini napoletane e una carriera costruita ad Acqui, dal 28 settembre 2016 al 31 dicembre scorso ha coperto il territorio dei due piccoli centri dell’Ovadese con un incarico “a tempo”, per raccogliere il testimone dal collega dell’epoca, Giancarlo Regaglio, stimatissimo per le sue capacità e doti umane, che si era dovuto assentare per malattia e che è poi deceduto a ottobre. Un anno e mezzo di servizio che sono bastati per creare con gli assistiti di Cremolino e Cassinelle, neppure 2 mila abitanti in tutto, un legame basato sulla fiducia, la stima e l’affetto. Reciproci, visto che di fronte alla mobilitazione delle ultime settimane, Saviano si è detto commosso: “Non mi sarei mai aspettato nulla del genere, è davvero incredibile ciò che stanno facendo queste persone, a cui nel mio breve servizio in zona ho dato anima e corpo, facendo del mio meglio per essere sempre presente. Molte di loro da semplici pazienti sono diventate amiche e mi chiedono ancora consigli e informazioni, anche ora che non ci sono più”.

La petizione è partita a metà dicembre, quando si è saputo che Saviano avrebbe lasciato l’incarico per essere trasferito nell’ambito territoriale numero 2, a cui fanno capo 15 centri dell’Acquese che vanno da Ponzone a Bistagno. Non per decisione univoca dell’Asl ma per gli esiti di un concorso. Saviano, che avrebbe proseguito volentieri il suo lavoro, aveva inserito Cremolino e Cassinelle come prima scelta per la sede stabile. Ma lo stesso ha fatto la collega Caterina Campolattano, che per punteggio l’ha superato, venendo assegnata ai due paesi come titolare definitiva in sostituzione di Regaglio. A Saviano è andato il posto nell’ambito territoriale 2. Ma gli assistiti non hanno digerito la notizia e hanno dato il via alla mobilitazione “che – spiegano, per non essere fraintesi – non è in nessun modo una petizione contro la Campolattano, che ha vinto il concorso e ricopre a pieno titolo e legittimamente il suo incarico. Quello che chiediamo all’Asl di Alessandria non è di avere Saviano al posto suo ma di assegnarlo a Cremolino e Cassinelle in qualità di “secondo medico”, in modo che chi vuole possa sceglierlo. E’ un nostro diritto. Oltretutto, siamo in molti e un medico in più aiuterebbe a snellire le attese”. E poi, dicono tutti, Saviano lo merita: “In fondo, è l’unico che si è dimostrato disponibile a coprire il nostro territorio, pagandosi perfino l’affitto dell’ambulatorio. Altri non l’avrebbero fatto”. L’Asl, però, nella risposta del direttore del distretto di Acqui e Ovada, Claudio Sasso, è categorica: Saviano non potrà tornare a Cremolino perché la legge vieta ai medici di operare al di fuori da loro ambito territoriale. In più, il diritto di scelta ai cittadini dei due centri è comunque garantito dalla presenza nell’ambito di cui fanno parte anche Cremolino e Cassinelle di altri 5 medici. Tuttavia, la richiesta verrà portata al prossimo Comitato aziendale per essere valutata. Per chi ha firmato la petizione è questa l’unica – e l’ultima – speranza. 

10/02/2018







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