Cassinelle

Il lupo: realtą, dicerie e un po' di informazione

A Cassinelle una serata con esperti di gestione ambientale, tecnici e guardiaparco che per lavoro monitorano la presenza del carnivoro pił citato negli ultimi mesi


CASSINELLE - La storia della ricolonizzazione da parte del lupo dell’Appennino e dell’arco alpino a partire dal nucleo residuale abruzzese. Le modalità ampiamente dimostrate anche attraverso l’analisi del DNA nucleare che viene effettuata per la mappatura genetica di tutti gli individui al fine di studiarne gli spostamenti sul territorio e, da qualche anno, per valutare la consistenza dell’ibridazione. Si è parlato di tutto questo venerdì scorso a Cassinelle, nell’ambito della serata organizzata con la collaborazione della Pro Loco, per fare un po’ di chiarezza su uno degli argomenti più dibattuti nell’Ovadese negli ultimi mesi. A trattare l’argomento Gabriele Panizza e Germano Ferrando, rispettivamente funzionario tecnico del settore gestione ambientale e conservazione agrosilvopastorale e guardiaparco che hanno portato i dati raccolti fino al 2012 grazie al progetto di monitoraggio che potrebbe ripartire tra qualche mese, se i fondi a disposizione lo permetteranno. “Ci siamo resi conto – spiega l’organizzatore Mariano Peruzzo – che il tema del lupo incontra un diffuso interesse nelle serate precedentemente organizzate a Trisobbio e Molare. Alla fine sia Panizza che Ferrando sono riusciti a convincere gli scettici, a rispondere alle tante domande del pubblico, soprattutto a sgomberare il campo da congetture malsane, leggende dubbie, pregiudizi stupidi e tante falsità”. L’archivio dati raccolto in questi anni si basa su utilizzando foto, video trappole, georeferenziazione, analisi del DNA: un lavoro fatto di appostamenti, lunghe camminate per seguire le tracce su per la collina, fino al tramonto e oltre con la pila frontale. I temi trattati sono parte della strategia divulgazione intrapresa dal Centro Grandi Carnivori presso le Aree protette delle Alpi Marittime, al quale il nostro Ente è associato, con il coordinamento della dottoressa Francesca Marucco. Tra gli ascoltatori tanti ovadesi, gente proveniente da Grillano, Cremolino, Silvano ed anche Alessandria. “Ci sono persone impaurite – prosegue Peruzzo -  che hanno subito alcuni danni,  persone che non vogliono perdere quella libertà che hanno avuto fino ad ora: non le devi convincere che il Lupo non esiste, ma devi farglielo conoscere”. Un cammino di fatto ancora molto lungo.

 

15/04/2018







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