Alessandria

'Dopo di noi': c'è il progetto per una "cittadella della solidarietà" per chi, disabile, sopravvive ai genitori

In piazzetta Bini è già presente una struttura che accoglie 10 persone, ma l'obiettivo dell'associazione Idea guidata da Paolo Berta e che trova l'interesse dell'Amministrazione Comunale è di lavorare con fondi europei ad ampliare la capacità ricettiva della struttura. "Tema di primaria importanza, presto una commissione in sede"

ALESSANDRIA - Che ne sarà di nostro figlio o di nostra figlia una volta che noi non ci saremo più? E' questa una delle domande più angoscianti che può porsi un genitore di una persona con grave disabilità, tale da dipendere nella vita quotidiana dall'accutimento della famiglia, sostegno che però nel corso degli anni si rende sempre più difficile da portare avanti, quando subentrano vecchiaia e malattia.

C'è perfino chi, preso da una disperazione insopportabile, finisce per compiere un gesto estremo, trovando il modo di uccidere il figlio disabile quando sente la propria morte ormai vicina, prima di farla finita. Scelte tremende che sono la denuncia più forte possibile per un problema che va assolutamente affrontato da parte della società tutta. 

Sul tema si è recentemente confrontata la commissione politiche sociali di Palazzo Rosso, alla presenza dell'assessore competente Piervittorio Ciccaglioni e del consigliere comunale Paolo Berta, presidente dell'associazione Idea e primo promotore del progetto "Dopo di Noi" che coinvolge l'ex struttura del complesso di San Giuseppe, un grande spazio di oltre 5 mila metri cubi che prende 3 vie nella zona di piazzetta Bini, e dove è nata tempo fa una prima importante sperimentazione, intitolata a Rosanna Benzi. 

Gestita dalla cooperativa "Il Gabbiano" esiste infatti una struttura che già oggi accoglie 10 persone con gravi disabilità motorie, assistite però in percorsi di vita tesi a garantire la maggiore autonomia possibile, nonostante le grandi difficoltà. L'obiettivo nel corso del tempo è quello di ampliare le possibilità, sfruttando lo stabile di 4 piani di proprietà comunale che ha un vincolo di utilizzo in ambito sociale, e che oggi è parzialmente vuoto. Nella palazzina che fino a qualche anno fa ha ospitato lo Iat, oggi sono temporaneamente collocati alcuni archivi del tribunale, ma i locali torneranno liberi in futuro e "potrebbero diventare il luogo ideale per ospitare uffici del Cissaca, o per progetti da finanziare magari tramite l'Europa che coniughino esigenze differenti. Penso - racconta Paolo Berta - a giovani coppie che fanno fatica a trovare casa e potrebbero ricevere un alloggio gratuito in cambio di attività di servizi per le persone non autosufficienti, ottenendo così un beneficio reciproco, oppure giovani medici di base che potrebbero aprire il proprio studio lì a condizioni agevolate, in cambio di assistenza per i residenti. Fra i progetti da portare avanti c'è quello di differenziare l'offerta, perché le esigenze fra chi ha una disabilità motoria e chi una mentale o psichica sono molto diverse e distinguere l'utenza consente di fare progetti più mirati ed efficaci". 

L'assessore Ciccaglioni promette grande impegno sul tema e anzi rilancia: "faremo lì una commissione dedicata, in modo da prendere visione degli spazi e delle potenzialità del progetto. E' una priorità per noi.
Dobbiamo lavorare per ripristinare anche i "weekend del sollievo", vale a dire iniziative che consentano nel finesettimana di garantire accoglienza alle persone con disabilità almeno un paio di volte l'anno, in modo che anche le famiglie che sono impegnate in una meritoria attività di cura continuativa possano dedicarsi a un viaggio, a un momento di svago o di recupero delle energie, sapendo che stanno affidando la persona cara in buona mani". 
24/09/2018







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