Alessandria

Aral: il Consiglio approva le modifiche statutarie. “Maggiore controllo pubblico...ma servono risorse (privati) per far funzionare il servizio”

Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche allo statuto Aral che vertevano sul passaggio “in house” dell'azienda e sulla istituzione di una commissione di controllo analogo. Astensione del Movimento 5 Stelle che non “trova garanzie e teme che si i passi siano verso una privatizzazione”. Bocciato l'emendamento presentato da Mazzoni (Pd) sulla presenza di un membro di minoranza nel comitato di controllo analogo

 ALESSANDRIA - Una astensione nella votazione delle modifiche allo statuto di Aral da parte di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle già motivata in commissione, dove il provvedimento era stato presentato in tutti i suoi dettagli dall'assessore Paolo Borasio. Si tratta del ritorno “in house” di Aral (così da poter poi con l'altra società partecipata, Amag Ambiente, anch'essa in house guardare alla fusione) e della istituzione di una commissione di controllo analogo.”In questo modo il potere al pubblico è più stringente: intanto c'è un controllo della Corte dei Conti e in più anche una commissione interna di 5 membri a verifica di tutte le azioni dell'azienda e della assemblea dei soci”.

Garanzie che non sembrano sufficienti ai pentastellati: “parliamo di un'azienda con 23 milioni di debiti, che si dovrebbe fondere con Amag Ambiente che non si è ancora espressa però su questa operazione (il 20 ottobre si dovrebbe avere il giudizio sulla fattibilità) per poi mettere in vendita il 49% delle quote. Insomma una operazione funambolica che detta i primi passi verso una privatizzazione?!?”. Una visione di tutta la partita “Aral” che va al di là delle modifiche statutarie. E che deve come sempre fare i conti con la necessità di “investimenti” per la gestione di un servizio, importante poi come quello della filiera rifiuti. “A parte che questo è il modo in cui il pubblico ha più controllo – risponde l'assessore Borasio – Ma comunque anche a me piace il pubblico, ma mi sembra che ad Alessandria fino ad oggi non abbia fatto granché né troppo bene”. Quello che conta è avere un servizio che funziona: “e sapete quanto costa fare il porta a porta su tutto il territorio comunale? 10 milioni e mezzo. Chi li trova? Chi li ha? Non di certo il pubblico. E per rimettere a posto questa società servono soldi, serve una iniezione di risorse....che oggi il pubblico non è in grado di garantire”. E che forse invece può arrivare dal privato.

Diversa la posizione del Pd. La giunta prima e il Consiglio comunale poi bocciano l'emendamento presentato dal vicepresidente Enrico Mazzoni che chiedeva la presenza di un rappresentante della minoranza del Comune di Alessandria tra i membri della commissione di controllo analogo. Un emendamento che avrebbe stravolto le modifiche statutarie che sono state votate così anche dagli altri comuni soci di Aral. Ma soprattutto – visto che ancora non si conosce la divisione dei membri tra il Comune alessandrino che ha il 94% delle quote, i piccoli Comuni che hanno il restante 6% e forse anche la rappresentanza di Atogra – una decisione del genere “spetta alla assemblea dei soci Aral e non al Consiglio comunale di Alessandria. Anche perché il rischio è che nel comitato di controllo la maggioranza finisca 'in minoranza'”. Solo un caso permetterebbe di accogliere questa richiesta: che Alessandria ottenesse 4 membri su 5. Poco probabile. Si accosta invece alla linea dell'assessore Borasio il capogruppo Paolo Berta, d'accordo sulla necessità di “non sprecare più risorse pubbliche ma di individuare privati che facciano gli interessi generali”.

Una strada ancora lunga e tutta in salita quella di Aral che la giunta di Cuttica di Revigliasco dovrà affrontare, che però vede una “iniezione di fiducia” da parte delle forze di maggioranza nel lavoro portato avanti dall'assessore Paolo Borasio. “Fiducia” insomma. Che dimostra anche Emanuele Locci, capogruppo di Alessandria Migliore nel votare favorevolmente le modifiche allo Statuto, pur non condividendo invece la strada intrapresa in generale su tutto il percorso per “salvare” Aral. Una linea più dura quella che avrebbe preferito Locci “verso i comuni sedi di discarica ai quali forse se non si fosse concesso il contributo di solidarietà, si fosse puntato ad ottenere un innalzamento della discarica e non si fossero considerati come creditori privilegiati....forse Aral si poteva salvare con le sue gambe”. Per ora resta su delle “stampelle” in attesa di essere rimessa in piedi.
9/10/2018







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