Alessandria

Elezioni: Alessandria "salva" la sua giunta

Qualcuno tirerà un sospiro di sollievo, altri ci saranno rimasti male: sta di fatto che il governo della città sarebbe potuto uscire praticamente dimezzato dopo il voto del 4 marzo se fossero stati eletti, oltre a Riccardo Molinari, che lascerà la giunta per prendere posto alla Camera, anche gli assessori Barosini e Fteita, entrambi candidati

ALESSANDRIA - Che sia un bene o un male dipende probabilmente dal punto di vista dell'osservatore, ma ora che i giochi sono fatti, fra le tante considerazioni post elezioni politiche, se ne può aggiungere una particolare, che riguarda la nostra città.

La Giunta guidata dal sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco aveva infatti ben 3 suoi elementi candidati per un posto in Parlamento, forse un record storico per il nostro capoluogo. 

L'unico ad avercela fatta, stravincendo il suo collegio uninominale, è stato Riccardo Molinari, braccio destro di Salvini a livello nazionale e già sostanzialmente sicuro dell'elezione prima ancora che le urne venissero aperte. Rappresenterà la Lega Nord a Roma, e ha già fatto sapere che pur continuando a vivere in città il suo nuovo impegno (che per legge non sarebbe incompatibile con il ruolo di deputato) non gli consentirà di proseguire l'avventura in giunta ad Alessandria. Un dispiacere per tanti che lo avevano votato meno di un anno fa, compensato però dalla gioia di vederlo impegnato su fronti ancor più prestigiosi. Le sue deleghe, di peso (Politiche del lavoro e sviluppo economico, Artigianato e Agricoltura, Commercio e Mercati, Iniziative per la formazione professionale, Marketing territoriale, Turismo e iniziative promozionali, Rapporti con il Consiglio Comunale e con la Commissione Controllo di Gestione Finanziamenti europei e rapporti con l’Unione Europea, Sport e impiantistica sportiva allo Sviluppo Economico) andranno ora riassegnate a un nuovo assessore, e nei prossimi giorni ci sarà spazio per l'immancabile "totonomi". 

Ma di 8 assessori in totale, altri 2 erano candidati: Giovanni Barosini, che però ha visto il suo schieramento Udc-Italia non raggiungere lo sbarramento del 3% e Kerima Fteita Firial, quarta nel suo colleggio per Fratelli d'Italia, una collocazione che non le consentirà l'elezione, considerando il risultato ottenuto dal partito su base nazionale (di poco sopra il 4%).

Se anche loro ce l'avessero fatta, per Alessandria si sarebbe trattato di una vera e propria rivoluzione (nel caso avessero optato per il solo incarico romano), considerando che la Giunta, che nei mesi scorsi aveva già perso per questioni di salute Alessandro "Ronny" Rolando, sostituito dal collega di partito Piervittorio Ciccaglioni, si sarebbe trovata rinnovata dopo pochi mesi praticamente del 50%.

Ma se c'è stato chi ne andava orgoglioso, la candidatura a Roma di così tanti membri della Giunta ha fatto storcere il naso a più d'uno, che si è sentito snobbato dagli assessori, pronti a "lasciare" l'impegno preso con gli elettori alessandrini per migrare su altri lidi, considerati più prestigiosi. La polemica aveva fatto capolino da più di un profilo Facebook di elettori del centro destra. Ma tutto è bene quel che finisce bene. 

La rivoluzione nella Giunta non c'è stata e, almeno per ora, la squadra alessandrina potrà proseguire il suo lavoro in tranquillità: anzi, in molti si aspettano che l'elezione di Molinari possa in qualche modo favorire i rapporti fra la città e Roma nei prossimi anni, offrendo qualche occasione di ascolto in più per le molte partite che, anche a livello nazionale, vedranno impegnata la nostra città. 
6/03/2018







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