Elezioni 2018

I commenti. Molinari: "La mia priorità ora è il Parlamento"

Arrivano i primi commenti al voto. Riccardo Molinari: "continuerò a vivere ad Alessandria, ma la mia priorità ora è il Parlamento". Borioli: "Ricostruire un centrosinistra plurale, riformista e vincente sarà l'impegno cui mi dedicherò"

ELEZIONI 2018 - Dopo la maratone elettorale della notte arrivano i primi commenti al voto in Provincia.

Riccardo Molinari, candidato per la Lega Nord - Centro Destra è il vero vincitore con il 45% circa dei consensi. Assessore per il comune di Alessandria premette che "per legge i due incarichi non sono incompatibili. Mi confronterò con il sindaco Gianfranco Cuttica ma avevo premesso che il mio sarebbe stato un incarico a termine. Gli elettori mi hanno scelto per rappresentarli alla Camera. Continuerò a vivere ad Alessandria ma la mia priorità ora è il Parlamento. Del resto, meglio fare bene una sola cosa". 
La Lega esce rafforzata dal voto: "non mi aspettavo questi risultati. Lavoro, sicurezza, immigrazione sono i temi che la Lega ha portato in questa campagna. L'equilibrio nel centro destra è cambiato ed ora ha una linea più dura con la Lega".
 "È un risultato incredibile, che va al di sopra di ogni più rosea aspettativa sia per la Lega che per me personalmente. La Lega è il primo partito ad Alessandria, in tutto il Piemonte 2 e comunque saldamente in testa nella coalizione di centrodestra nel Piemonte 1. Abbiamo ottenuto un risultato storico e siamo la prima forza politica del Piemonte, non so in quanti ci avrebbero scommesso un euro solo un paio di anni fa. Noi ci abbiamo sempre creduto... Grazie a chi ci ha creduto con me, anche nei momenti più bui e duri, ma soprattutto grazie ai miei concittadini e conterranei, che mi hanno scelto come rappresentante di questo Territorio in Parlamento, con un consenso che in un collegio "rosso" come il mio, nessuno avrebbe mai potuto pronosticare. Un cittadino su due mi ha dato fiducia, non la tradirò e farò tutto quanto è nelle mie forze per meritarmela ogni giorno".

Daniele Borioli, candidato per il Pd alla Camera: "Ancora a caldo, dopo questa brutta sconfitta, ringrazio gli elettori che mi hanno votato. Non ho intenzione di disarmare. Ricostruire un centrosinistra plurale, riformista e vincente sarà l'impegno cui mi dedicherò, dopo qualche giorno di riposo".
Così commenta il voto il segretario provinciale del Pd, Fabio Scarsi: Una sconfitta radicale. Ieri il PD ha subito una sconfitta di proporzioni enormi. Ma la profondità di questa sconfitta non sta semplicemente nei numeri, di per se impietosi.
Più rilevante è che l’incapacità di dare una risposta alle cause della sconfitta al referendum del 4 dicembre 2016 abbia aperto un enorme spazio politico nel nostro campo di azione naturale, ora efficacemente e stabilmente occupato da altri. Perso quello spazio, recuperare e trovare ambiti di crescita sarà un’impresa titanica, che richiederà una capacità di elaborazione e proposta politica e una credibilità enormi, che in questo momento paiono mancarci in radice. In marcia, subito; ci attende una lunga e assai impegnativa traversata del deserto".

“Liberi e Uguali a Valenza nasce a ridosso delle elezioni, volendo iniziare un percorso,” commenta Michele F. Fontefrancesco, portavoce della lista. “Abbiamo iniziato quest’impegno rimarcando, la necessità comune a tutte le forze progressiste di riprendere il dialogo con le nostre comunità. I sostenitori di Liberi e Uguali hanno cercato di attivare il dialogo, partendo dal nostro quotidiano. Sapevamo che il nostro era un inizio di percorso e non una marcia trionfale. La strada non è terminata né si è interrotto, anche perché il risultato elettorale del mondo progressista nel suo generale dà ragione al nostro sentire. Ora, avanti, quindi. Davanti a noi, la sfida più importante: disegnare insieme, e con tutte le forze politiche ed i mondi vitali del territorio che si reputano ancora progressisti e che hanno voglia di mettersi in discussione e costruire assieme, gli strumenti necessari per continuare il dialogo e dar risposte alle nostre comunità senza demagogia. ”

Massimo Berutti ,Forza Italia, eletto per il centro destra al Senato: "Insieme, ci siamo riusciti! Grazie alla mobilitazione di tanti attivisti, grazie alla vostra fiducia e al vostro sostegno, grazie alla collaborazione di tante persone che hanno creduto in questo progetto, posso finalmente dire: ci siamo riusciti! Alessandria ed Asti avranno il loro rappresentante in Senato! Un rappresentate che crede fermamente nei valori liberali di Forza Italia e della coalizione di centro destra. Come ho fatto già da Consigliere Regionale continuerò ad essere vicino alle esigenze dei cittadini e degli amministratori, lottando per rendere questo Paese migliore e per tornare a far crescere Forza Italia, riportando il partito ai numeri che merita".

Il presidente nazionale Anpi Carla Nespolo sposta l'attenzione su un altro tema: "Mi preme sottolineare, con immensa soddisfazione, man mano che i risultati elettorali si fanno più certi, l’irrilevanza di Forza Nuova e CasaPound. L’Italia ha rivolto un sonoro NO a chi fa della prepotenza, della violenza e dell’inciviltà fascista il fondamento del proprio esistere e agire. Con i numeri ottenuti, questi partiti sono destinati a sciogliersi naturalmente, ma resta fermo l’impegno dell’ANPI e dei promotori dell’appello “Mai più fascismi” a far applicare la XII disposizione della Costituzione e le leggi Scelba e Mancino. L’antifascismo e il rispetto dei diritti civili e sociali saranno la cartina di tornasole per riconoscere l’effettivo orientamento democratico di qualunque futuro governo.

Per il Pd, a livello regionale, interviene Segio Chiamparino: "Non c’è dubbio che siamo di fronte a una sconfitta nostra e di tutta la sinistra, sia sul piano nazionale che in tutto il Piemonte, a eccezione di qualche isola torinese, in cui il PD si conferma la prima forza, e la coalizione si avvantaggia del consenso assai rilevante avuto dalla lista Bonino.
Per quanto riguarda ancora il torinese, e solo il torinese, è evidente che se il centrosinistra fosse stato unito forse non avremmo perso in alcuni collegi.
Al posto di quegli esponenti del centro destra che hanno già le bottiglie in fresco da stappare alle prossime regionali, la prenderei con una certa calma, perchè come ho già detto altre volte i punti si contano quando le bocce sono ferme, e come già dimostrato altre volte, ogni elezione ha la sua storia, un anno è lungo e possono succedere molte cose, sia a livello locale che nazionale. Ricordo di aver vinto, nel 2001, da sindaco a Torino quando Berlusconi trionfava in tutta Italia.
Sul piano nazionale, mi sembra che si imponga l’apertura di una discussione congressuale, partendo ovviamente dall’azzeramento dei vertici. Il problema però non può essere solo questo o quel segretario o segretaria: il tema è in tutta evidenza -anche alla luce della crisi di tutta la sinistra europea - ritrovare l'identità e il programma di una sinistra che sappia governare guardando ai giovani, alla crescita e all’inclusione sociale".

Fabio Lavagno, candidato Pd: "E’ stata una sconfitta. Ognuno scelga poi liberamente e a piacere con quale aggettivo qualificarla in termini di dimensione. Occorre, però, innanzitutto definirla e per farlo serve un sostantivo, che è appunto sconfitta. Elettorale, certo. Siamo sicuri, però, che il campo per definirla si limiti a quello della sfera del consenso? Il dato del consenso elettorale è quello che restituisce in misura più impattante la dimensione della sconfitta, ma così facendo ancora una volta ci fermiamo alla quantità senza concentrarci molto sulla sua qualità. Sono convinto infatti che siamo di fronte ad un cambio totale e radicale di paradigma. Ed è lì che va indagata la nostra sconfitta. Si tratta di qualcosa che ha a che fare con la cultura profonda e la sfera dei valori di questo Paese. Una dinamica già intravista, peraltro, in altre realtà europee in particolare ed occidentali in generale
Non si tratta di andare ad inseguire solo i flussi elettorali (esercizio che andrà certamente fatto), ma comprendere ed invertire i flussi culturali. La soluzione non può essere di natura semplicistica di tornare all’antico o di declinare stessi principi in modo più moderato o più radicale, perché gli elettori non hanno premiato chi ha declinato meglio i nostri valori, ma hanno fatto una scelta totalmente opposta scegliendo valori radicalmente diversi. Chi vorrà far vivere idee progressiste in Italia avrà il compito difficilissimo di capire questo momento e prepararsi al futuro, assumendo ora in modo autorevole il ruolo assegnato istituzionalmente in questi casi, che è quello dell’opposizione. Essere capace di interpretare la fiducia ottenuta dagli elettori è compito di chi (o di coloro) che non hanno subito tale sconfitta. Non che la cosa non mi preoccupi (anzi!), ma è giusto sia così. Avremo modo, ancora una volta di verificare la tenuta delle istituzioni e la reale presenza di anticorpi democratici nel nostro Paese".

5/03/2018







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