Alessandria

"Senza una nuova discarica, la sorte di Aral è segnata”. Dove smaltiremo i rifiuti?

Uno dei temi più delicati è quello dei rifiuti. “Prima di qualsiasi decisione su Aral serve vedere lo studio di fattibilità. Grosse perdite, ma se si decidesse per la ricapitalizzazione prima di capire quali certezze ci sono e quindi che strada intraprendere, il Comune sarebbe accusato di danno erariale”. Mazzoni: “se la strada non è quella di una nuova discarica, che senso ha per Aral continuare ad esistere?”

 ALESSANDRIA - Una delle “gatte da pelare” più grosse è toccata all'assessore Paolo Borasio con la delega sui rifiuti. Su questo tema oggi è tutto fermo, per volontà dell'amministrazione comunale, almeno per quanto riguarda la partita di allargare il raggio del “porta a porta” per crescere in raccolta differenziata, anche visti gli obiettivi da raggiungere secondo le nuove regole dettate dalla Legge Regionale, oltre che dall'Europa. “Ma su questo si procederà il prossimo anno – ha assicurato Borasio – Abbiamo intenzione di rispondere alla chiamata di settembre del bando regionale che stanzia risorse per chi incentiva il porta a porta. Così da portare a casa qualche soldo”.

Ma il vero “macigno” è rappresentato non tanto dalla raccolta, quanto dallo smaltimento dei rifiuti. Che porta il nome Aral. Superata la crisi dell'estate, dopo l'esplosione dell'inchiesta lombarda che ha coinvolto anche Alessandria e la provincia, ora si guarda allo stato dell'arte dell'azienda e al suo futuro. “Recentemente (a novembre 2017) l'assemblea ha preso atto della perdita di 1 milione 200 mila euro – come ha ricordato Borasio – E si è deciso di spostare un po' più in là l'approvazione del bilancio di Aral (a fine giugno) per arrivare a capire dove si vuole andare e cosa fare”. Questo perchè la strada della ricapitalizzazione, oltre ad essere molto onerosa e al momento anche impossibile visto che sul bilancio di Palazzo Rosso alla voce Aral ci sono 500 mila euro, meno della metà, comporterebbe anche un grosso rischio per il Comune, quello di “danno erariale”, se fosse la strada scelta prima di avere certezze su cosa ne sarà dell'azienda e che percorso si sceglierà per l'intera filiera dei rifiuti di Alessandria e degli altri comuni che stanno dentro ad Aral.

Certezze che può dare un piano industriale. “E' già stato dato l'incarico per redigere uno studio di fattibilità, prodromico al piano industriale. Si avrà al massimo entro il 10 maggio”. E prima di allora nulla. Si studiano le possibili soluzioni all'orizzonte, quelle che Mazzoni dai banchi dell'opposizione ha definito “contraddittorie” facendo riferimento a diverse dichiarazioni fatte nel tempo dall'assessore su questo tema.

Che ha al centro la discarica: quella di Solero in esaurimento, con il bando per l'ultima vasca che si chiuderà tra 15 giorni circa, per la quale i soldi ci sono e per cui non ci sono preoccupazioni, “perchè dovrebbero bastare un paio di mesi per la realizzazione e in modo tale che non si debbano sospendere i conferimenti mettendo di nuovo in crisi il sistema smaltimento”. Ma questa discarica non ha lunga vita: e poi che si fa? “Se non si pensa a nuove discariche, ma a portare fuori i rifiuti, ad esempio all'inceneritore, la sorte di Aral è già segnata. Non avrebbe più senso di esistere” sono le parole secche di Enrico Mazzoni. Altro discorso è se in ballo c'è ancora l'idea di una nuova discarica, ma in questo caso “si sta iniziando a discuterne con il Consorzio di Bacino? Altrimenti poi si rischia sia tardi....”.

Nessuna ipotesi esclusa, ma ancora tutto al vaglio sembra aver fatto capire l'assessore. Che però non nega le reali difficoltà, “viste le questioni economiche ancora aperte oggi con comuni come Solero e Quattordio”, nel pensare “chi, quale territorio della provincia sarebbe disposto a diventare terreno di discarica”. Considerando che la nuova legge regionale non prevede nemmeno più i contributi di prima per i Comuni sede di discarica. “Quindi se ci sarà una possibilità alternativa a quella della discarica questa amministrazione la perseguirà” assicura Borasio.

Che detta anche la linea di un'altra direzione verso cui poter andare sempre dopo aver in mano un piano industriale che faccia il massimo della chiarezza: “bandire una gara per l'affidamento del servizio di smaltimento e per la cessione di azioni di Aral”. Gara che nel corso degli anni passati si è sempre deciso di non fare, ma che il Comune aveva la delega per bandirla, datagli dall'Ato due anni fa. Questa potrebbe essere la scelta....ma è il traguardo deve superare ancora un percorso tutto in salita.
9/03/2018







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