Cronaca

Morì sul furgone a Gavi, in quattro condannati per omicidio colposo

Sono stati condannati a sei mesi di reclusione, con la condizionale, quattro gaviesi, per la morte del turista inglese trovato senza vita nel suo furgone. L'accusa iniziale era di omissione di soccorso e abbandono di incapace. Il giudice ha riconosciuto l'omicidio colposo. Il fratello della vittima: "questa non è giustizia"

CRONACA - Sei mesi ciascuno di condanna, con la condizionale, non per abbandono di incapace e omissione di soccorso, bensì per omicidio colposo dell'inglese Lee Turner Scott (nella foto), morto nella notte del 17 febbraio 2017 nel furgone posteggiato nell'area dell'ex cava. La sentenza per i quattro giovani di Gavi, che hanno patteggiato, è arrivata ieri mattina, davanti al tribunale di Alessandria. A chiedere la riqualificazione del reato per Paolo Barbieri, 24 anni, Francesco Carpaneto, 24 anni, Stefano Rabbia, 33, Davide Zunino, 23, è stato lo stesso pubblico ministero, Giovanni Gasparini.
Cosa accadde quella fredda notte, a Gavi, è stato ricostruito in aula, attraverso le indagini dei carabinieri e le immagini riprese da una videocamera che lo stesso Scott, esperto di sistemi elettronici, aveva installato. Appassionato di enogastronomia e natura, trovandosi a Milano per motivi di lavoro, il 46enne aveva fatto tappa a Gavi. In uno dei bar del paese aveva conosciuto i quei giovani. Scott aveva un carattere aperto e gioviale, e fece subito amicizia con i quattro, tanto che la sera del 18 febbraio viene invitato a cena a casa di uno di loro. Mangiano e bevono, parecchio, in compagnia. A fine serata i quattro riportano il turista inglese nel furgone parcheggiato nel piazzale adibito a posteggio bus, che Scott utilizzava come camper. E' ubriaco e fatica a reggersi in piedi, ma i giovani lo lasciano ugualmente da solo. Il referto parla di morte “per intossicazione acuta in concorso con ipotermia”. Forse, ubriaco, non era riuscito ad attivare il riscaldamento o magari neppure a coprirsi. E il freddo non gli ha lasciato scampo. Gli stessi giovani, il mattino successivo, erano andati ad accertarsi delle sue condizione, ma non ottennero risposta. 
Inizialmente l'ipotesi di reato è omissione di soccorso e abbandono di incapace. In sede di udienza preliminare il pubblico ministero ha proposto la riqualificazione del reato in omicidio colposo. Sei mesi è la pena inflitta dal giudice. In aula era presente anche il fratello di Scott, Craig, che si è costituito parte civile con l'avvocato Vittorio Gatti. Al temine dell'udienza Craig è, soprattutto,amareggiato. “Nessuno mi ha chiesto scusa, nessuno mi ha dato una spiegazione, nessun risarcimento. Questo è uno scherzo, non è giustizia”. Solo uno dei quattro si sarebbe avvicinato per stringergli la mano, insegno di pace. Troppo tardi e troppo poco, per la famiglia di Scott che sembra intenzionata ad avviare un procedimento in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni.
Il 46enne ha lasciato due fratelli e l'anziano padre, di cui si prendeva cura. Ora le sue ceneri riposano a fianco di quelle della madre, al cimitero di Birmingham.
17/03/2018







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