Sezzadio

Ruspe e camion a Sezzadio, insorgono i comitati antidiscarica. Venerdì assemblea alla Pro Loco

Nel primo mattino di ieri, mercoledì 3, ruspe e camion hanno fatto la loro comparsa sui terreni di Cascina Borio. Martedì 2 il Tar ha accolto il ricorso della Riccoboni con cui la holding emiliana impugnava la richiesta avanzata dal Comune di Sezzadio per la delocalizzazione del progetto 'nuova tangenziale' [AGGIORNAMENTO]

11:30 In presidio contro l'inizio dei lavori
Questa mattina intorno alle 9 un nutrito gruppo di persone si è riunito in presidio davanti ai terreni di Cascina Borio per manifestare contro l'inizio dei lavori per la discarica della Riccoboni Holding. Oltre ai cittadini di Sezzadio e ai comitati ambientali, presenti anche il consigliere regionale Walter Ottria ed alcuni sindaci del territorio. Venerdì 5 alle 21 alla Pro Loco di Sezzadio convocata un'assemblea pubblica.
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SEZZADIO - Un amaro risveglio per i cittadini di Sezzadio e per i Comitati ambientali della Valle Bormida. Nel primo mattino di ieri, mercoledì 3, ruspe e camion hanno fatto la loro comparsa sui terreni di Cascina Borio, l'area in cui dovrebbe essere realizzata la discarica per il conferimento dei rifiuti pericolosi prodotti dalla ditta Grassano di Predosa, proprietà dell'azienda parmense Riccoboni Holding, promotrice del progetto.

Come mai proprio ora il via ai lavori, si chiedono i sezzadiesi e i membri dei comitati antidiscarica, “dopotutto il permesso per iniziare a costruire la discarica era stato rilasciato dalla Provincia nel febbraio 2016. Solo la possibilità di conferire i rifiuti a Cascina Borio era ed è ancora vincolata all'approvazione del progetto relarivo alla nuova tangenziale. Ci chiediamo come mai, dopo più di due anni e mezzo, proprio adesso è stato deciso di portare ruspe e camion nell'area" dichiara Piergiorgio Camerin di Sezzadio per l'Ambiente.

Coincidenza vuole che proprio martedì 2 sia arrivata la sentenza del Tar che di fatto accoglie il ricorso presentato dalla Riccoboni con cui la holding emiliana a maggio 2017 ha impugnato la richiesta avanzata dal Comune di Sezzadio per la delocalizzazione del progetto 'nuova tangenziale' per questioni ambientali e di salvaguardia del territorio. Una richiesta respinta in maniera netta dal Tribunale Regionale che stabilisce come il procedimento amministrativo debba proseguire “dando per definitivamente accertata la “non altrimenti localizzabilità” del tracciato di tangenziale proposto dalla ricorrente”. 

Il tracciato della tangenziale richiesta dalla Riccoboni rimane quindi lo stesso, ma l'effettiva realizzazione del nuovo tratto stradale resta in sospeso perché ancora non è arrivata l'approvazione definitiva da parte della Conferenza dei Servizi della Provincia. Nel febbraio scorso, infatti, l'ultimo tavolo di confronto convocato era stato rinviato a data da destinarsi. Ricapitolando: la tangenziale non è ancora detto che si faccia ma, secondo quanto sentenziato dal Tar, se così dovesse andare il tracciato resta quello stabilito in origine. 

“E' normale che questa consequenzialità di avvenimenti ci insospettisca e ci lasci increduli. Ad ogni modo noi siamo pronti ad opporci per l'ennesima volta con ogni mezzo possibile alla realizzazione della discarica in un'area che si trova proprio al di sopra di una falda acquifera che alimenta decine di migliaia di persone", commenta Camerin. 

Nella mattinata di oggi, giovedì 4, a partire dalla 9 gli abitanti di Sezzadio, i Comitati della Valle Bormida e una rappresentanza di attivisti contrari al Terzo Valico hanno organizzato un presidio di protesta nei pressi dell'area di Cascina Borio lungo la strada provinciale 185. 

(Foto di apertura di Attilio Baldi)
4/10/2018
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it







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