Economia e Lavoro

Tfr dei dipendenti pubblici: dalla Cisl la mobilitazione per eliminare la differenza con i privati

La differenza per i tempi di pagamento del Tfr fra pubblico e privato possono variare anche di 2 anni. Dalla Cisl parte un'iniziativa di raccolta firme per modificare la legge che rende possibili queste disparità

LAVORO - La legge 148/2011, in piena emergenza economica, ha stabilito dei nuovi termini per il pagamento del TFR ai dipendenti pubblici, diversi e penalizzanti rispetto ai dipendenti del settore privato.
Mentre il dipendente privato riceve il TFR in media dopo un mese dalla cessazione del rapporto di lavoro, il dipendente pubblico può arrivare ad attendere anche oltre due anni.

"La ragione di tale provvedimento - spiegano dalla segreteria della Funzione Pubblica della Cisl - risiedeva nella fase emergenziale che l’economia del Paese stava attraversando e rispondeva all’esigenza di quel momento, di dilazionare nel tempo quanta più spesa possibile, e quindi anche il debito nei confronti dei dipendenti. Oggi non solo quell’emergenza appare superata da tempo, ma non vi è più alcuna ragione economica per proseguire in questa penalizzazione, che appare dunque in tutta la sua dimensione inutile, ingiusta e discriminante nei confronti dei dipendenti pubblici".

Per ottenere l’abrogazione della suddetta norma la CISL FP ha predisposto una serie di ricorsi nei tribunali di Milano, Roma, Ancona, Torino e Genova, al fine di sollevare l’eccezione di incostituzionalità, ma contemporaneamente, come strumento di pressione sulla politica, ha anche redatto una petizione in tal senso sul sito change.org e spedito a tutte le Pubbliche Amministrazioni delle province di Alessandria ed Asti una lettera con l’allegata locandina, invitandole ad affiggerla in tutti i luoghi aperti al pubblico.
11/02/2018







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