In cammino

Sentiero 577: il percorso degli Alpini di Montechiaro

Quindicesima puntata della rubrica “In cammino”, una selezione di percorsi del nostro territorio che il Cai ha censito, mappato e segnalato sul campo. La rassegna prevede sentieri per ogni tipo di preparazione, dalle passeggiate alle escursioni più lunghe e difficili, fino alle mete per i più esperti

IN CAMMINO - Oggi segnaliamo un percorso di media lunghezza, creato dalla passione dell’Associazione degli Alpini di Montechiaro d’Acqui, identificato come Sentiero 577 “Sentiero degli Alpini” della zona Acqui Terme e le sue valli.

Montechiaro d’Acqui è un piccolo borgo, in gran parte percorribile a piedi, con stradine lastricate in pietra, antichi archivolti e lapidi tardo medioevali, inserito in un paesaggio unico, tra boschi, calanchi fioriti di ginestre e timo selvatico, con un panorama sull’Appennino Ligure, le Langhe e la Pianura Padana.

Monumenti e luoghi d'interesse sono i ruderi del castello distrutto dagli spagnoli nel XVII secolo, le architetture religiose della Parrocchiale di San Giorgio e del Santuario della Carpeneta e la raccolta di oggetti del mondo contadino nell’ex-chiesa di Santa Caterina. Tra i prodotti tipici segnaliamo: robiole di capra, vini di collina, tartufi e funghi, cacciagione e carne di qualità, nocciole e miele.

Descrizione del percorso. Da Acqui Terme si risale l’ex strada statale 30 della val Bormida fino a giungere a Montechiaro d’Acqui Piana; superato il semaforo al centro del paese, si svolta a sinistra per la chiesa di Sant’Anna (204 m) dove si trova la sede degli Alpini, punto di partenza del percorso. Il primo tratto del percorso ricalca la strada comunale tra i campi coltivati della zona Pieve, poi al primo bivio tiene la destra, sovrapponendosi per circa un chilometro al sentiero 573 (Anello di Montechiaro).

Il sentiero procede in continua salita e supera la Cascina Mancina fino a giungere sulla SP 225 all’altezza del km 3. In questo punto i due percorsi si dividono e il sentiero 577 svolta a sinistra, percorre la strada asfaltata per un breve tratto e s’inerpica sul versante boscato. L’irta salita caratterizzata da brevi tornanti sul versante calanchivo è degnamente ricompensata dalla vista panoramica sempre più ampia sui rilievi acquesi e, in particolare nei mesi di maggio e giugno, dalla fioritura delle ginestre (Spartium junceum).

Al termine della salita il sentiero giunge sulla SP 225 in corrispondenza di Montechiaro d’Acqui Alto (501 m), svolta a sinistra e risale la strada provinciale, supera la sede della Pro loco e, per un altro breve tratto, coincide nuovamente con il sentiero 573. Dalla sede della Pro loco il percorso prosegue su asfalto per circa 150 metri e poi svolta a destra sul sentiero che scende verso il fondovalle del rio Plissone.

Dapprima il percorso attraversa i calanchi, poi supera una zona boscata, svolta a destra, aggirando un’area prativa, giunge sul fondovalle, guada il rio e inizia a risalire leggermente di quota giungendo a un capanno, punto di sosta dal quale inizia la discesa a tratti ripida verso il rio Plissone. Giunto sul fondovalle, il sentiero risale il rio e in alcuni punti appositamente indicati è possibile visitare gli orridi, profonde incisioni sotto forma di stretti canaloni dalle pareti aspre e irte, originatisi dalla lenta ma continua azione erosiva della sabbia e dei ciottoli presenti nell’acqua del torrente, che ne incidono il letto in rocce resistenti.

Proseguendo in piano il sentiero attraversa quello che un tempo era una zona coltivata a orti (L’orto d’Franceschein) dagli abitanti del posto, oggi riconquistata dalla vegetazione boschiva. Il sentiero ricalca un tratto di carrozzabile inghiaiata, dove si trova la ricostruzione di un pozzo antico, per poi svoltare a sinistra sul sentiero che risale per circa 150 m il rio Ciapin, piccolo tributario del rio Plissone, fino al punto in cui si trova la deviazione per l’Orrido dei Laghi, particolarmente scenografico. Dal punto di deviazione, il sentiero inizia l’irta risalita del versante boscato, superando un affioramento roccioso soprannominato il Cappello dell’Alpino (270 m) e poi, grazie anche a una scaletta d’appoggio, giunge sul comodo sterrato di crinale che si ricongiunge all’asfalto della strada comunale per frazione Chiarini.

Il percorso svolta a destra e risale in direzione di Montechiaro Alto, sbucando sulla SP 225 nei pressi dell’abitato, dove si chiude il percorso ad anello; dal paese di Montechiaro Alto si ripercorre in discesa il tratto iniziale per ritornare alla chiesa di Sant’Anna, da dove era partito l’itinerario.

Difficoltà: escursionistico
Lunghezza: 12,19 km
Tempo: 3 ore

Per ulteriori informazioni, cartografia e tracce gps: http://www.provincia.alessandria.gov.it/sentieri/index.php?whattodo=sentieri&file=singola&id=144
 

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14/09/2017







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