Alessandria

Alessandria ultima in Piemonte per raccolta differenziata

I dati sono impietosi: il bacino alessandrino è il peggiore di tutta la regione in fatto di differenziazione dei rifiuti, ben lontana dagli obiettivi che lo stesso Piemonte si è prefissato. "Adeguatevi al piano regionale", ammonisce l'assessore Valmaggia

 ALESSANDRIA - Alessandria ricicla poco, meno della media regionale e meno di altre città della stessa dimensione.

I dati diffusi dalla Regione Piemonte dovrebbero quindi far pensare – o meglio ripensare – sulla gestione dei rifiuti e sulle modalità di raccolta.

La raccolta differenziata in Piemonte si attesta al 59, 6% del totale: l’anno precedente era al 55,2% (secondo il vecchio metodo di conteggio che non comprendevano alcune tipologie di rifiuti differenziabili).

L’obiettivo del raggiungimento del 65% previsto dal piano regionale rifiuti viene superato da tutte le realtà provinciali, ad esclusione dei consorzi del bacino alessandrino e di parte di quelli del torinese.

La provincia, di media con i tre consorzi rifiuti, ha differenziato il 53,6%, dei rifiuti, ma è proprio l’area alessandrina la peggiore. Il Consorzio Alessandrino (Alessandria, Valenza e altri 30 Comuni limitrofi) ha differenziato poco più della metà, il 50,3%.
Ogni abitante produce oltre 500 kg di spazzatura, in media, quando il target del Piemonte, entro il 2020 sia quello di 455 Kg per abitante.
Molto meglio il Consorzio Casalese Rifiuti che ha raggiunto l’obiettivo del 61,8% di differenziata. Il Consorzio Servizio Rifiuti del Novese, Tortonese, Acquese e Ovadese (CSR) è al 53,6%. “Occorre che queste aree mettano in campo un lavoro importante di adeguamento agli obiettivi del piano regionale rifiuti”, bacchetta l’assessore all’ambiente Alberto Valmaggia. Le province di Asti e Novara ‘regnano’, con oltre il 70% di differenziata. 

La provincia di Alessandria si ‘concola’ con una buon recupero di RAEE, i rifiuti elettronici. A livello provinciale, le migliori performance sono registrate da Torino, con oltre 1.734 tonnellate raccolte e gestite nel 2017. A seguire: Novara (circa 1.011 t), Cuneo (circa 865 t), Alessandria (circa 502 t), Vercelli (circa 352 t), Asti (circa 322 t) e Verbania (circa 294 t). Chiude la classifica la provincia di Biella con circa 107 tonnellate di rifiuti tecnologici gestite nel 2017.Il Piemonte è la quarta regione più virtuosa dell’area del Nord Italia con oltre 5.000 tonnellate di RAEE domestici gestite (6,9% del totale) ed è al settimo posto a livello nazionale, seguito dalla Puglia che supera le 3.500 tonnellate.
30/09/2018







blog comments powered by Disqus


Mense: "vogliamo un contratto di 4 ore". Adesione allo sciopero del 30%, eccetto Valenza

Lavoro | Una adesione allo sciopero del 30% circa dei lavoratori tra addetti alla refezione scolastica, operatori del centro cottura e al trasporto dei pasti che non ha fermato il servizio mensa. A Valenza la mancata adesione ha permesso il normale svolgimento del servizio. Sotto palazzo Rosso invece presidio a suon di fischietti e tamburi a rivendicare "4 ore di lavoro" senza le quali si fatica ad arrivare a fine mese....

Giorgio Fico Piazza, masterclass e concerto del bassista di Battisti e De André

Novi Ligure | Domenica 21 ottobre al teatro Giacometti di Novi Ligure, ci sarà la straordinaria opportunità di incontrare Giorgio Fico Piazza (bassista di Pfm, Mina, Battisti e De André): dal mattino si potrà partecipare alla masterclass mentre alla sera si terrà un grande concerto

Amministratori comunali al voto per il rinnovo del consiglio provinciale

Politica | Sindaci e consiglieri dei 188 comuni della provincia sono chiamati alle urne per il rinnovo del consiglio provinciale. Due liste per dodici posti che dovranno rapportarsi alla giunta del presidente Baldi, che resta in carica

Attenzione alla nebbia

Meteo | Settimana di stampo autunnale, con tempo nuvoloso e nebbia a banchi

Paolo VI, oltre la “falange di Cristo Redentore”

Opinioni | Domani sarà canonizzato Paolo VI; l’occasione suggerisce un ritorno alla sua vicenda, dal punto di vista della storia della Chiesa e in considerazione della centralità di un personaggio troppo dimenticato dall’opinione pubblica anche cattolica