Provincia

Le rete stradale ad Anas? Solo Alessandria e Cuneo non sono convinte

Solo le province di Alessandria e Cuneo non firmano la bozza d'accordo con Anas per il passaggio delle rete stradale all'agenzia nazionale. Baldi: “mancano garanzie, non firmiamo in bianco”

PROVINCIA – Alessandria e Cuneo rischiano di divenetare “un caso” a livello nazionale. Le due province piemontesi, infatti, non hanno firmato la bozza d'accordo proposta a livello nazionale da Anas che vorrebbe rientrare in possesso delle reti viarie di collegamento principali per realizzare una sorta di viabilità parallela a quella autostradale, ma non a pagamento. Per la Provincia di Alessandria si tratterebbe di 300 chilometri circa di strade, le ex statali, in pratica, la Sp 10, la 35 e altre. Strade su cui la Provincia, che le ha gestite fino ad oggi, ha fatto investimenti.
Le perplessità di Alessandria il presidente Gianfranco Baldi le ha fatte presenti agli ultimi tavoli nazionali ma le risposte non sono ancora arrivate. Anas, in base alla bozza, si farebbe carico della manutenzione e della copertura dei mutui ancora in essere, attualmente a carico della Provincia. “Ma non si sono garanzie sui trasferimenti che verrebbero corrisposti in cambio della rete, fondi che per noi sono necessari per la manutenzione delle strade secondarie”, spiega Baldi rispondendo ad una interpellanza discussa nell'ultimo consiglio provinciale, presentata dal consigliere Corrado Tagliabue.
Tra le altre domande che restano senza risposta sono la destinazione dei proventi degli autoveox che la Provincia ha installato. Ad oggi i soldi delle contravvenzioni elevate agli automobilisti finiscono nelle casse di palazzo Ghilini. E non è chiaro cosa accadrà in seguito.
In attesa di risposte chiare, la Provincia ha ridotto al minimo indispensabile i lavori di manutenzione, ma a breve, viste le condizioni delle strade, dovrò mettere mano al bilancio per provvedere.
Intanto, Anas è in fase di trattativa con Rete ferroviaria italiana. “Fino a quando non sarà definito l'accordo, temo che non arriveranno le risposte”, dice Baldi. Potrebbero passare anche mesi. Speriamo non anni.
18/03/2018







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